Pillole di cinema,  Recenstorie

Quei bravi ragazzi, 1990

Gangster e lucette di Natale

– Tratto dal romanzo “Il delitto paga bene” di Nicholas Pileggi. Tematica cara a Martin Scorsese, in questo cult cinematografico ritroviamo un cast affezionato al regista. Attori brillanti che rispettano ed esaltano le particolarità dei personaggi che interpretano, definendo accuratamente le energie che scorrono sotto le varie personalità. Ruolo, che infatti, conferisce ad un invasato Joe Pesci, l’oscar. La storia attraversa la vita di un pentito, che da ragazzino alla ricerca di appartenenza in una famiglia putativa che lo faccia sentire rispettato, riconosciuto e ammirato, si ritrova coinvolto in una cosca mafiosa. L’agio e le attenzioni facili che si concede Ray Liotta, nei panni di Henry narciso, gli si ritorceranno contro quando la sua insana ambizione, e la dipendenza, lo soggiogheranno. Jimmy e Tommy roteano attorno a lui, instabili, “amici” dai caratteri focosi che alimentano la tensione costante che intercorre nei rapporti malavitosi. Il confine, labile e teso, fra l’affidabilità e il torto subito è palpabile tra le continue dimostrazione di superiorità che sfociano in disastri, anche negli attimi più comici di Tommy. Si nota pure nel matrimonio triangolare che nasce nel film. L’ambivalenza della moglie: indomabile e dipendente, esasperata e innamorata, rovina e salvezza, accompagnerà l’intero sviluppo degli eventi. Scorsese rialza la posta ad ogni tiro che qualcuno compie, aumentando la tensione, coinvolgendoti all’apice dell’estraniazione con l’emblematico effetto Vertigo nella discussione in caffetteria. Anche se tutto il carico, prima della rivelazione, rende la conclusione reiterata. Musiche, fotografie e scenografie si prestano bene e strutturano l’esaltazione degli eccessi, degli sfarzi, dei luoghi amati dai personaggi. Lucine natalizie quasi a dipingere, assieme alle canzoni e alla vita mondana, l’allegria pomposa che maschera e contraddistingue la vita d’inaffidabilitá, perennemente in bilico, a cui tutti loro sono condannati. Gli attori in questo caso fanno la storia, reggono la trama con abilità, finché ci sono…

O.m.bronauta

Miriam, venticinqueanni e un lavoro da cameriera. Leggo, scrivo, disegno e racconto storie.