Riflessioni

Quando perdi un file importante.

Ironia tecnologica che danneggia, non solo i documenti…

“Apri file”, sdeng. Il PC trilla. C’è il cartello “attenzione” in una finestra di dialogo che by-passo, convinta che si tratti solo di un problema casuale. Riprovo. L’applicazione prosegue rinnovata: “Benvenuto in Open Office, inizia.” – Chi? Sono tre anni che sei installato, benvenuto chi? Va beh, ho il file salvato, me lo ricordo, la barra verde che cresce e recita “salvataggio in corso” prima di dormire. Alle 4 di notte è l’ultima modifica, dice il PC… E poi lo faceva anche in automatico, figurati… (oh dio, ma ho cliccato salva davvero dopo la crocetta? E il gas l’ho chiuso?) E comunque è su One-drive così posso aprirlo un po’ dappertutto. – Rido. Come un coniglio soffocato. Altra finestra di dialogo, mi chiede che convertitore ASCII utilizzerò. Nessuno, PC, non hai capito: sono 70 pagine in italiano in Times New Roman. Le ho controllate da cima a fondo! E nessuna formattazione arabesca da partecipazione di matrimonio. Digito “ok”, cosa mettono le opzioni se tanto non si può fare altro? Finalmente, documento aperto: – Foglio. – Bianco. – 256 pagine. – VUOTE. – Prima riga tre segni, pieni di cancelletti… Il codice della Stele di Rosetta è solo un file danneggiato, niente pippe esoteriche. Ora, eluderò dal testo le Paginegialle dei santi che ho chiamato, con parolacce al posto delle virgole e gridolini nervosi per i prefissi. Salterò i tentativi falliti di aprire e chiudere, da tutti gli oggetti elettronici di casa mia, il documento; e non vi racconterò nemmeno tutte le volte che ho spento e riacceso, o quelle in cui ho cambiato applicazione di lettura. Ma arriverò diretta alla tarda serata, dove, dopo un raptus di pianto, ho esplorato tutti i siti web e i forum adibiti al ricovero di questo file danneggiato. Alla respirazione bocca a bocca di questo Odt in fin di vita. Ho esplorato tutti i precedenti simili su internet, appeso un’icona benedetta di Salvatore Aranzulla sul letto, accanto a Padre Pio. Ho letto tutte le domande di Fragola86 e le risposte di OrsettomusettoinformaticOoO per scoprire che… Forse il file è vuoto. Ma che in un documento XML, convertito da Zip, con l’aiuto di un certo OOo, decomprimendo il file con Winrar, con le condizionalitá del Recoveryfound ed un giro su me stessa in un cerchio di sale, avrei potuto recuperare qualcosa… Cosa cazzo è un documento XML? So a malapena convertire un file in PDF, ogni tanto invio ancora le e-mail vuote scordandomi gli allegati… Billhates5G scrive che lui, il file di Fragola86, è riuscito ad aprirlo, e le invia il contenuto. Penso che se mi iscrivo al forum, forse aiutano anche me. Compilo il form, (username creativo annesso) inizia male: “che versione di Windows e open office hai installata sul tuo device?” Non la so prof, barbabietole da zucchero… “Verifica che non sei un robot: come si chiama il nonno dello zio di mio cugino, dell’inventore di ApacheOpenoffice?” – “apritisesamo” “Mellon” “valvassori-valvassini…” – “Troppi tentativi falliti, riprova più tardi.” Che?! Non sto cercando di entrare nell’area51, diamine! Manco mi stessi autentificando al sito di Bin Landen. Così proseguo la mia ricerca, lamentandomi sui social, nelle storie, con annesso compatimento e critica “ma non avevi salvato?” – …… (…)! – Poi ho rotto i coglioni ai miei amici semi-nerd, appellandomi alla mia ingenuità “cos’è un backup?” “il messaggio di errore recita…” aprendo una catena di contatti che manco i fuochi di Amon Din nel “Ritorno del Re.” Dopo alcuni tentativi, però, la gente normale va a dormire, perché comincia ad avere qualcosa da fare il giorno successivo, ma io no. Tutto quello che avevo da fá stava dentro quel file, lá… Ho aperto una versione del documento pieno di cancelletti, tutti gli hastagdeimortaccisuoi, del PC e dell’aggiornamento che ha fatto da solo, in autonomia, senza chiedermi niente. Ho scaricato un’indefinita quantità di programmi e strumenti per riparare al danno, compreso forse qualche virus (è periodo…). Mi sono abbonata di nuovo a Microsoft Word; Openoffice è gratis, e ora so perché… Ho convertito il file in zip, poi in rar, poi in txt e in rft. E tvb. Ho scaricato tutte le versioni precedenti della cronologia, chiamandolo sempre con una lettera finale diversa, adesso ho il desktop pieno di icone tutte identiche: appunS – appunT – appunV- appunC… Ecc… L’ho estratto, l’ho spostato, l’ho stropicciato, ho detto due scongiuri, qualche bestemmia, ho fatto una danza propiziatoria, ho chiuso gli occhi mentre caricava la rotellina, ho pensato di lanciarlo dalla finestra. Ho provato tutti i punti elencati nel sito di aiuto Microsoft, ripassando dal Via quando ho pescato gli imprevisti. Ho provato a comprare Parco della Vittoria scoprendo funzionalità magiche celate. Ho, ovviamente, soffiato sul PC dalla porta USB. Ho aperto cartelle del disco rigido che sembravano nominate da un gatto seduto sulla tastiera. Incasinandolo, probabilmente. Ho schiacciato il tasto invio come un’artificiere con l’ordine di detonare un missile da Cuba. Ho guardato tutorial, di gente con la zeppola, per capire cos’era un file XML. Per scoprire che il PC aveva salvato un backup di qualsiasi file fosse aperto quel giorno, per un ipotetico crush dato dall’aggiornamento, tranne quello. Ho cambiato il formato del file, l’ho reinserito in un documento con un collegamento tipo un’incantesimo, un sigillo massonico, ho inventato e conosciuto formati di file che probabilmente servono per far saltare in aria la Russia da remoto, e tutto questo per riuscire a visualizzare il documento non più in tantissimi cancelletti, ma ben si in – Tantissime. Ypsilon… Giganti. YPSILON… – Ma io non demordo facilmente, così dopo alcune ricerche tecniche da programmatore del Cern, questa mattina all’alba, mi sono appellata alla fisica quantistica e l’idea più mainstream di tutti i tempi mi è balenata nel cervello. “Se si potesse tornare indietro nel tempo.. ” Ecco! Riportiamo il PC ad un momento precedente: caro HP sarai la mia DeLorean. Ti guiderò come Marty Mcfly verso il ripristino del file. Magari in Doc (questa la capisce solo chi ha visto Ritorno al Futuro). Ho avviato il ripristino anche senza backup, reimpostando l’unica possibilità come momento il 17 maggio, giorno dell’aggiornamento. Forse il 17 e la cabala mi saranno favorevoli sta volta. Così comincio, alle 9.48. Passano tre ore, forse sta ripristinando tutto il 2019, (visto il bug di questo 2020) e quando dopo pranzo, controllo senza speranze il PC, si è riavviato. E indovinate? Oooooohhh, *musica di suspance*….. Non ha ripristinato niente! Perché dice che un’ applicazione Antivírus è installata e genera conflitto… Il simbolismo e le analogie persecutorie della mia vita. Devo prenderlo come un segno? Una finestra di dialogo suggerisce di riprovare con le impostazioni avanzate del ripristino. Non temete, riproverò, a costo di smontare i microchip pezzo per pezzo assieme ad un tecnico. Ma per ora clicco “chiudi” (che è ancora l’unica opzione), prima che mi venga in mente di sacrificare il cane con un rito al demone dell’etere. E vado a comprare, una cara, vecchia, macchina da scrivere.

Mi sento un po Jo March, in Piccole Donne, quando Amy le distrugge i suoi scritti nel camino.

P. S. Salvate, i cazzo di file pure sul frigorifero!

Miriam Oufatah

Miriam, venticinqueanni e un lavoro da cameriera. Leggo, scrivo, disegno e racconto storie.